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Codice della Strada

Il verbale di accertamento privo dell'indicazione precisa della sanzione è nullo. Cass. civile , sez. II, sentenza 12.11.2007 n° 23506

La Cassazione ha stabilito che il verbale di accertamento, se non riporta esattamente l'importo della sanzione in misura ridotta, deve considerarsi nullo per contrasto con gli artt. 200 C.d.s. e 383 Reg. al C.d.S. [Continua]

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE II CIVILE

Sentenza 29 maggio – 12 novembre 2007, n. 23506

 

La s.r.l. X. proponeva ai Giudice di Pace di Avellino opposizione avverso il verbale con cui in data 2-12-2002 le era stata contestata la violazione dell'art. 23 commi quarto e undici del codice della strada, denunciando la nullità del verbale di accertamento fra l'altro per carenza degli elementi di cui all'art. 16 della legge n. 689 del 1981.

Con sentenza dep. il 17 luglio 2003 il Giudice di Pace accoglieva il ricorso.

Secondo il primo giudice la contestazione dell'infrazione, determinando la decorrenza del termine per il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria, deve consentire l'esercizio del diritto di oblazione, sicché il verbale deve contenere tutti gli elementi che consentono di pervenire all'entità della sanzione, non essendo sufficiente, come nel caso del verbale impugnato, l'indicazione della sanzione edittale.

Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il Comune di Avellino sulla base di un unico motivo illustrato da memoria.

Non ha svolto attività difensiva l'intimato.

Motivi della decisione

Con l'unico articolato motivo il ricorrente, lamentando violazione e falsa applicazione degli artt. 202 del codice della strada e 16 della legge n. 689 del 1981 nonché omessa insufficiente e contraddittoria motivazione, deduce che erroneamente era stato annullato il verbale che conteneva l'indicazione del minimo edittale della sanzione pecuniaria, atteso che, ai sensi dell'art. 202 comma 1 codice della strada, il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme.

Il motivo è infondato.

L'art. 200 del codice della strada, nel disciplinare le prescrizioni che il verbale di accertamento dell'infrazione deve contenere, rinvia al contenuto del modello descritto dall'art. 383 del regolamento di esecuzione.

L'art. 383 secondo comma del D.P.R. 16 dicembre 1992 n. 495 (regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada) stabilisce che, nell’ipotesi in cui è ammesso il pagamento della sanzione pecuniaria in misura ridotta, l'accertatore deve fornire al trasgressore ragguagli circa le modalità di pagamento, precisando l'ammontare della somma da pagare, i termini del pagamento, l'ufficio o comando presso il quale questo può essere effettuato ecc..

Il verbale deve quindi contenere una serie di indicazioni necessarie per consentire al trasgressore il pagamento in misura ridotta della sanzione, non essendo evidentemente al riguardo sufficiente, come correttamente ritenuto dal giudice di pace, l'indicazione del minimo della sanzione edittale.

Il ricorrente, che si è limitato a dedurre la legittimità del verbale in cui era stata indicata il minimo della sanzione pecuniaria, avrebbe dovuto non soltanto allegare che il verbale conteneva le indicazioni prescritte di cui si è detto ma anche, in ottemperanza al principio di autosufficienza del ricorso, trascrivere il verbale elevato all'opponente, in modo da consentire al giudice di legittimità, che non può esaminare gli atti del processo, la verifica della presenza dei requisiti di legge. Il ricorso va, pertanto, rigettato.

Non va adottata alcuna statuizione in ordine al regolamento delle spese processuali, non avendo l'intimato svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

 

 

E' nullo il verbale di accertamento di violazione al codice della strada, se il verbale è sottoscritto da Agente che non ha accertato direttamente la violazione.
[Giudice di Pace di Montepulciano, Sent. 138/08]

La sentenza in commento affronta il tema delle corrette modalità di redazione del verbale di accertamento della violazione al c.d.s. In particolare il giudicante si sofferma ad analizzare la sottoscrizione del verbale da parte di Agente che non ha accertato direttamente la violazione contestata.

Il caso riguarda l'automobilista che veniva fermato da una pattuglia dei VV.UU. la quale provvedeva a contestare immediatamente l'eccesso di velocità sulla base di un accertamento effettuato da altro agente posto qualche chilometro prima sulla strada (accertamento effettuato tramite autovelox mod. 104-C). Nel dettaglio la redazione del verbale aveva ad oggetto la violazione, che veniva riferita all'Agente verbalizzante tramite radio, senza che il redigente avesse alcun elemento di fatto per poter contestare la presunta condotta illecita. In altri termini l'Agente dava atto nel verbale (documento pubblico che fa fede fino a querela di falso) di una condotta che non aveva appreso direttamente, bensì unicamente de relato attraverso quanto riferito da altro agente non presente al momento della contestazione.

Il Giudice, accertava che "...trattandosi di contestazione immediata, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 200 del c.d.s., corre l'obbligo dell'apposizione della firma, anche e soprattutto, dell'agente che ha verificato all'infrazione." Sul punto si veda anche Cass. Civ. sez. I 09 gennaio 2003 n. 114. Aggiungeva inoltre il Giudice che "...poichè le regole stabilite dal codice di procedura penale per gli atti processuali sono dettate anche per gli atti di natura amministrativa, come la contestazione immediata della contravvenzione stradale, il processo verbale di contestazione deve ai sensi dell'art. 137 c.p.p. essere firmato da tutte le persone che hanno preso parte all'accertamento."

Dalle considerazioni sopra esposte il giudicante fa discendere la nullità del verbale di accertamento, difettando la sottoscrizione da parte dell'agente che effettivamente ha accertato la violazione che, come tale, è l'unico legittimato alla sottoscrizione.

 

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E' illegittimo il verbale di accertamento a violazione del codice della strada elaborato da soggetto privato (nel caso di specie la Maggioli S.p.a.), laddove manchi la certificazione di conformità fra originale del verbale e atto notificato.

[Giudice di Pace di Siena, Sent. 1623/2008]

Nota a cura dell'Avv. Alfredo Quarto

 

Interessante pronuncia del G.d.P. di Siena in tema di legittimità dell'attività svolta dai soggetti privati, nella redazione e notifica dei verbali di accertamento al codice della strada. Non è infrequente, infatti, che i Comuni siano soliti esternalizzare l'attività di notifica dei verbali di accertamento delle violazioni; ciò soprattutto nei casi di verbali redatti sulla base di autovelox fissi. Ebbene tale prassi trova un limite preciso nelle norme di legge che prevedono un rigoroso controllo da parte del P.U. nella redazione del verbale stesso, attribuendo allo stesso i crismi ed il carattere dell'atto pubblico (con tutte le conseguenze di legge che ne derivano). Tale attività di redazione e controllo del verbale, non può essere attribuita a soggetto privato che, come tale, è privo di qualsivoglia potere certificatorio che possa attribuire conformità del verbale notificato con l'originale elaborato.

 

Il caso in esame affronta il tema dell'elaborazione del verbale di accertamento da parte della Maggioli S.p.a. (soggetto privato). Il giudice, correttamente, rileva che a fronte di una legittima esternalizzazione dei meri compiti di stampa e consegna dei verbali, non è consentito invece al soggetto privato l'elaborazione del verbale; attività quest'ultima consentita solo al P.U. Ed infatti dall'esame delle difese del Comune interessato, il Giudice rileva che "Risulta dal contratto P.A./ Maggioli che contrariamente a quanto affermato in comparsa della P.A. (<<la Maggioli stampa e consegna i verbali all'Ufficio Postale>>) la Maggioli invece elabora i dati, li stampa e li trasmette; quindi manca qualunque prova della trasmissione del verbale dall'Ufficio di Castellina in Chianti alla Ditta Maggioli; con la conseguenza di mancanza di conformità dell'atto notificato con il suo originale. P.Q.M. accoglie il ricorso annullando il verbale.". 

 

In altri termini è possibile affermare che se al soggetto privato vengono attribuiti meri compiti materiali, quali appunto la stampa e la consegna alla posta dei verbali da notificare, l'attività può considerarsi legittima; viceversa se tale attività si trasforma in elaborazione dei dati forniti dagli autovelox (in assenza di alcuna vigilanza da parte del P.U.), tale attività deve necessariamente considerarsi illegittima, in quanto svolta da soggetto (il privato), privo dei poteri necessari a conferire al verbale elaborato, i caratteri dell'atto pubblico.

 

[Rif. Sent. n. 1623/2008 del Giudice di Pace di Siena]